In fondo era la giornata giusta. Il freddo, la nebbia, l'umidità. Fuori e dentro. Quel groppo in gola che ritorna ogni volta che ridi, che ti diverti. Dovresti studiare anatomia, quel complicato sistema di ossa, muscoli e nervi che dovrebbero spiegare tutto ma che invece non spiegano proprio niente. Non ne hai la minima voglia. Oggi vuoi liberarti dai ricordi ingombranti, da quel fastidioso groppo in gola.
In fondo era la giornata giusta. Vai in quel posto in cui tante volte ti sei ritirato a pensare, che pur essendo un posto come tanti per te vuol dire molto. E allora ricordi. Li prendi in mano quei ricordi. Sarebbe bello che potessero abbandonarti come il fumo che dalla sigaretta raggiunge il cielo, ritenendolo il posto più adatto a lui. Ma loro non se ne vanno, rimangono lì nella tua mano, a torturarti con sevizie che sai non potranno riportarti indietro.
In fondo era la giornata giusta. E allora quei ricordi li getti con tutta la forza che ti è rimasta nell'acqua sporca e lercia sotto di te. Li vedi galleggiare, portati lontano dalla corrente. Una corrente che sembra portare anche te. Ti lasci trascinare anche se vorresti uscire da quell'evidente destino che ormai la vita ti ha assegnato.
In fondo era la giornata giusta. Quando risali ti senti un pò alleggerito e un pò sconvolto. Come doveva essere, come è da parecchio tempo e come probabilmente sarà ancora per molto. Purtroppo o per fortuna dalla vita non si può scappare. Anche dai ricordi, anche loro ritornano sempre, non importa quanto lontano li lancerai, tanto la corrente li riporterà semrpe da te. Che in fondo non vuoi scappare...



