sabato, 30 giugno 2007 | in :
Il mio desiderio di conquista muore se vedo terra in vista...
MurphyD @ 12:59 | commenti (23)(popup) | commenti (23)
sabato, 23 giugno 2007 | in :

La Torre Nera è vicina. Ora la vedo. Bisogna partire. Senza voltarsi indietro, senza chiedersi il perchè, senza pensare troppo alle conseguenze. Nel cielo c'è sempre quella fenice che ci ricorda che i sogni non muoino. Mai.

E noi per i sogni viviamo. Viviamo per i sogni ogni volta che l'aria raggiunge i nostri polmoni, ogni volta che il nostro cuore perde un battito, ogni volta che il sole sorge e dopo tramonta. Viviamo per i sogni ogni volta che parliamo con un amico, ogni volta che pensiamo agli occhi di una ragazza, ogni volta che sognamo.

Stare svegli una notte intera, senza voltarti indietro, senza chiederti il perchè, senza pensare troppo alle conseguenze. Stare svegli una notte intera e pensare che fra poco alcuni raggi entreranno dalla tua finestra e accenderanno i tuoi occhi. Stare svegli una notte intera perchè il tempo di riposare arriverà, ma non ancora, non ancora.

Maci che canta Grace Kelly, il Giova che ti chiama, il Teto che spara le sue cavolate, il Mancio che si confida, il Michi che fuma, il Maffo che ti manda messagini deliranti. La colazione la mattina, il Luso che si fa crescere la barba, il Krampio che grida a perdifiato, la Simo che non accende la macchina finchè non scendiamo. L'esame di anatomia lunedì, la vacanza fra un mese, la pizza il sabato sera. I maturandi, i negozi aperti la sera, le biciclette ai margini delle strade.

Forse un giorno, neanche troppo lontano, perderò tutto questo. Forse un giorno rimpiangerò di aver scritto tutto questo. Forse un giorno neanche mi importerà più di tutto questo. Ma per il momento questa è la mia vita. Questi sono i miei sogni. E non voglio svegliarmi.

MurphyD @ 14:13 | commenti (11)(popup) | commenti (11)
lunedì, 18 giugno 2007 | in :

Quando le giornate iniziano male, meglio starsene a letto. Sì, ma c'è l'esame di chimica e a Milano per amore o per forza bisogna andare. Si passa una nottata tra sogni strani e inquietanti, ci si sveglia un'ora prima del previsto ancora con i brividi addosso e si ha come la sensazione che manchi qualcosa...

Si parte: il cappuccio del bar è acqua sporca e la brioche avrà almeno tre giorni. Il treno almeno è puntuale ma la ressa è impressionante. Ma non erano finite le lezioni? Cosa ci vanno a fare tutti sti qua a Milano? Che se ne stiano a letto...

Si arriva, si scopre che l'esame è alle 10.30 ma l'aula non è segnata. Via a fare chilometri per trovare qualche faccia conosciuta che possa indicarti dove andare o almeno darti l'imbocca al lupo. Finalmente si trova quacuno, si scopre l'aula e ormai inizia l'esame.

Quando sembra tutto tranquillo arriva la bomba: la correzione del compito è nel pomeriggio alle 4. Ed io? Fino alle quattro che faccio a Milano? Si trova un computer in mediateca e si scrive un post! Sì, ma prorpio non neho voglia e che ci scrivo. Però intanto che batto i caratteri un pò di tempo passa...quindi, se avete letto questo post sappiate che è solo un inutile passatempo e che arrivato a casa lo cancellerò in segno di protesta per questa orribile giornata...

MurphyD @ 13:00 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
domenica, 17 giugno 2007 | in :

Tre sogni da realizzare prima di morire:

1: floccare una proteina (se possibile l'albumina, che mi sta discretamente sulle palle);

2: far saltare un legame a ponte idrogeno;

3: curare qualcuno con il cis-platino;

4 (facoltativo): passare (bene) sto cazzo di esame di chimica.

MurphyD @ 16:40 | commenti (12)(popup) | commenti (12)
lunedì, 11 giugno 2007 | in :

Il 18 giugno c'è chimica. Fra una settimana. Il 25 giugno c'è anatomia. Fra due settimane. Qui sarebbe anche ora di mettersi a studiare. Magari ci faccio un pensierino. Il problema è che in questi giorni si è contenti: va tutto bene. Ed è strano, così strano che sembra irreale. Ho la tremenda sensazione che tutto potrebbe scivolare via, senza che nemmeno io me ne accorga. I momenti belli non durano per sempre, purtroppo.

Cerco di convincermi, ma proprio non ce la faccio. Sono ottimista e la cosa qui, negli Stagni di Fuoco, è molto rara. Sono qui davanti allo schermo e sorrido come un idiota a pensare che sto davvero scrivendo queste cose. Io dovrei essere quello cinico, freddo, razionale e discretamente superficiale. O almeno falso, meschino e un pò arraffone. Non si è proprio niente di tutto questo. Ma per ora va bene così.

Si diceva che i periodi belli finiscono. E allora si può solo fare una cosa: goderseli. Senza aver bisogno di tante spiegazioni, senza ragionare troppo(ah, che eresia!), senza nemmeno quasi pensarci. Vivere cercando quella speranza. Non fermarsi a osservare i raggi, ma raggiungere direttamente il sole.

Il 18 giugno c'è chimica. Il 25 giugno c'è anatomia. Il fatto è che qui non fanno per niente paura. I just want you to know who I am.

MurphyD @ 11:48 | commenti (22)(popup) | commenti (22)
mercoledì, 06 giugno 2007 | in :

Questo è un inizio. L'inizio dello Stagno di Fuoco, le sue origini. Qualcuno chiede ancora il motivo di questo nome. Mi sa che l'ho già spigato, all'inizio appunto. Ma quell'inizio, quello e milioni di altri, è ormai andato perduto. Nel fumo, nella foschia, nelle pagine di questo blog. E qui si ha molta voglia di riscriverlo quell'inizio. E non solo quello.

Attenti questo sarà un post davvero lungo(dubito che qualcuno arrivi alla fine) e sì, questa è una minaccia. Non fate caso se qualche frase non torna, se qualche pensiero non è chiaro, se alcuni punti fi faranno storcere il naso. E' normale, è voluto, è naturale. E' lo Stagno di Fuoco.

Tutto cominciò da un libro. Dal titolo di un libro. Magnifico, stupendo, totalmente senza senso. Lo avremo letto in tre: io, Daniele Nadir(l'autore, ma su di lui non scommeterei) e probabilmente sua madre. In quel libro c'è tutto. Il giudizio universale e quello che succede dopo. Una discesa, un viaggio, una scoperta di qualcosa di irraggiungibile: la speranza. E la salvezza può arrivare solo nel momento in cui si capisce che non c'è nulla in cui sperare. "E il saltapicchio saltò". La presenza di droghe e allucinogeni nella mente dello scrittore è fuor di dubbio, ma in quella frase c'è del genio. Del puro genio. A tratti è davvero un capolavoro. Il Quirim, il mojito, la risalita di Giuda. Il male è sempre presente, ma non in una persona, in un carattere, in un fatto. E' solo presente, che aleggia sopra a tutto, pronto a piombare all'attacco. Alla fine il male non esiste, esistono delle scelte. Nel libro c'è anche l'amore. Senza spiegazioni, senza paradigmi, senza cliché. Alla Flaubert. Su quelle pagine leggi la tua vita. Piena di casini, di gioie, di disperazioni, di incertezze, di liti, di punti fermi, di sangue, di fuoco, di amore. E tutto si mescola e nulla più si riconosce: un gran bel casino. Tutto da vivere.

Poi c'è Gould. Joe Gould. Anche di lui ho già parlato. Scende nel cuore del male, non sa perchè ma scende. In fondo della tua esistenza qualcosa ne devi pur fare. Parlava ai gabbiani, Gould. Nella loro lingua ci scriveva le poesie. E beveva anche, ma tanto. Solo mojito e rum, però. Insomma mi è stato subito simpatico. Dicevo appunto che in tutto quel male, nel libro c'è anche l'amore. Lui lo prova, forte insistente, sublime. Ama dell'amore più assoluto, quello non corrisposto. Non la rivedrà più. Ma nella sua mente rimarrà per sempre impressa. E per lui non sarà sofferenza. In lui non c'è eroismo, ma un eroe lo è davvero. Di quelli puri prorpio perchè peccatori, sincero nei suoi dubbi e nella sua indecisione. Un eroe  alla Frank Millar, che sanno cos'è il bene senza averlo ami vissuto, senza averlo mai visto, senza neanche averlo mai pensato. L'ho già detto che mi sta parecchio simpatico?

Ora dovrei parlare di come è scritto il libro. Ma come faccio a spiegarvi? Qualcosa di unico: frasi sospese, verbi a caso, paragoni improbabili. E mille altre invezioni. Ripeto lo scrittore è palesemente tossicomane, ma il risultato vale la perdita di qualche suo neurone. Un flash, un'immagine, un colpo e tutto è spiegato. Avete presente l'impressionismo? Incasinato, ingarbugliato, complicato: idee mescolate che ognuno riordina come vuole nella sua mente. Il libro non ti dice cosa devi pensare, ti dice in che modo lo devi fare: senza nessuna regola. Lasciarti trasportare dalle sensazioni, lasciarti coinvolgere, lasciarti travolgere. Affogare nel mondo e non cercare di respirare.

Infine c'è il male. Spiegato all'Inferno. Tutti sappiamo che molte volte sbagliare è parecchio più divertente che fare la cosa giusta. Ma quanti sono disposti ad ammetterlo? Un pò noir, un pò gotico, un pò decadente. Il male toglie le illusioni, ma ci insegna a vivere, a vedere il nostro male(il nostro demone come direbbe qualcuno), a convivere con lui. A capire che lo scopo non è raggiungere la meta ma godersi il viaggio. Ok, frase fatte, già dette, anche meglio forse. Ma è sempre meglio ribadirle.

Più o meno ho finito. Ma resta la domanda: perchè proprio quel titolo per il tuo blog? Perchè questo voglio che sia il mio inferno. Dove sfogarmi, dove imparare qualcosa, dove nascondermi quando ne ho bisogno. Siamo tutti dannati. I più fortunati non se ne accorgono. Qui a tinte un pò fosche si cerca di dipingere una speranza. Quella speranza che non esiste, e proprio perchè non esiste è così bella da cercare. L'importante è il viaggio non la meta.

P.s.: se qualcuno è riuscito a leggerselo tutto, lo stimo. Io non l'ho fatto.

P.p.s.: no, non sono nè un satanista nè un cannaiolo. E no, non ricevo nessun compenso per questa pubblicità.

P.p.p.s.: la persona che ha avuto la malaugurata idea di chiedermi il perchè del nome si prenda le proprie responsabilità. Se avete proteste o rimostranze rivolgetevi a lei.

 

MurphyD @ 21:32 | commenti (16)(popup) | commenti (16)