L'esame inizia alle 8.30. Io entro in aula alle 10.00. E gioco di conseguenza: sembro la Grecia, al primo banco. Possesso palla, melina, preoccupato solo di non prendere gol. Si passa lo scritto e si tira un sospiro di sollievo. Dopo mezz'ora inizia la sessione orale. Sto tra gli ultimi, ascolto gli altri e mi accorgo di saperne ben poco. Tocca a me: mi gioco il tutto per tutto e alla prima domanda tento la rovesciata. Tutto perfetto: domanda semplice, prof impaziente di andarsene a mangiara e pubblico in delirio. Solo che cicco clamorosamente la palla. Capita, certo, però ti senti un odiota. Cadi e sei consapevole che ormai la partita è in mano all'altra squadra. Riorganizzi i giocatori e ritorni, con il morale a terra, a battertela nella tua metà-campo. Supplementari, rigori. Il giorno prima l'Italia è uscita proprio ai rigori: pensi male. Fortuna che Di Natale io mica l'ho fatto giocare. E ti trovi a esultare per un misero 23, che in questo momento(in questo periodo, si potrebbe dire) vale come un 30.
Il primo luglio c'è immunologia. C'è perchè ieri sono passato ai rigori. E immuno è una squadra senza tante pretese. Ho una settimana per richiamare all'ordine il gruppo, però lo vedo carico. Sì, perchè il primo luglio potrà giocare il calcio che piace a lui. Tocchi di prima, fraseggio veloce, colpi di tacco. Mi sa che fra poco si ritenterà la rovesciata...



